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Il Masterplan del Po dei Laghi

Il Masterplan del Po dei Laghi, promosso da Parco fluviale del Po Torinese e Unimin,  interessa oltre 20 comuni nell'area a sud di Torino e “si colloca nelle azioni di valorizzazione paesaggistica e fruitiva che l’Ente di gestione del Parco fluviale del Po Torinese ha avviato  con ATL Torino e Provincia, con la creazione del marchio territoriale Po confluenze Nord Ovest (registrato nel settembre 2009)".

L’obiettivo centrale del Masterplan è quello di rispondere alla necessità di individuare le attrezzature e egli spazi che consentano una fruizione integrata delle risorse presenti, tra cui:
1. il sistema dei laghi di cava trasformabile in un sistema unico e coordinato di spazi destinati alla fruizione e al turismo, integrato con le altre risorse territoriali di valenza storico culturale e con la rete dei beni naturali, fruibile ed utilizzabili a fini educativi e turistico-naturalistico
2. il sistema dei beni culturali (..) che rappresenta il sistema di valori che in modo specifico possono costituire il più diretto ed efficace veicolo di attrattività del territorio, a patto di inserirli in un piano fruitivo e di conoscenza integrato.

Il Masterplan interviene non all’avvio di un processo pianificatorio ma su ‘una nave che è già al largo’: i progetti attuativi del Piano d’area del Parco (e dal PTO) sono per la maggior parte avviati e le loro convenzioni hanno ipotecato le energie degli operatori per oltre un decennio (almeno per le attività estrattive e gran parte di quelle di riqualificazione ambientale, al centro delle strategie del PdA).
Il Masterplan si propone quindi non tanto come un nuovo piano quanto come un programma di gestione di attività e interventi già in gran parte determinati. D’altra parte manca un programma organico e integrato di gestione delle azioni messe in campo dal PTO e dal PdA, per rispondere alle problematiche sviluppatesi in questi anni in riferimenti agli imprescindibili requisiti di sostenibilità ambientale, di autonomia economico-finanziaria e di sostegno allo sviluppo locale nella gestione delle risorse. Quindi il M. prepara ad eventuali innovazioni del Piano d’area solo in conseguenza all’applicazione di tali requisiti, filtrati attraverso il programma di gestione integrato.

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