interpretazioni e studi sui temi teorici di maggior rilievo: la multidisciplinarità.
il rapporto con il tempo, il segno nel paesaggio
indagini, piani e progetti per conoscere le tecniche e le problematiche
della rappresentazione e dell’intervento utili
un repertorio di pratiche di gestione e partecipazione del paesaggio attivo
nei contesti naturali, rurali ed urbani
un catalogo aperto di organizzazioni smart per i servizi territoriali e paesistici
(trasporti, alimentazione, turismo, infanzia, tempo libero)
Rimini, Italia
Il Raggio Verde di Rimini è un percorso verde ciclo-pedonale di 3.5 Km che unisce il mare al centro città e connette le due strutture di interesse sovralocale di nuova realizzazione: il Palacongressi e l’Auditorium della Musica. Il parco, nato come intervento contestuale complementare al Palacongressi, ripropone il segno dell’andamento storico del fiume Ausa, il cui ricordo è sottolineato da un lago di nuova formazione, connesso al laghetto esistente.
link: Il progetto è consultabile al sito www.landsrl.com nella sezione progetti
Per ulteriori informazioni in merito consultare l'articolo "Il raggio verde"
Milano, Italia
Il progetto “Raggi Verdi” milanese è orientato alla rivalutazione degli spazi aperti metropolitani: disegnano passeggiate urbane che uniscono il centro di Milano ai grandi parchi metropolitani attraverso corridoi verdi (greenway di fruizione prevalentemente ciclopedonale) ricavati in spazi pubblici di tipo diverso (un giardino, una piazza alberata, un parco di quartiere, un grande parco urbano). Lo slogan: Esportare cultura dal centro verso la cintura metropolitana - Importare natura dalla cintura metropolitana verso il centro. Il progetto è nato da AIM - Associazione Interessi Metropolitani con lo Studio Land e con la collaborazione di AISTP, ed è stato proposto al Comune di Milano che lo ha accolto tra i suoi programmi da sviluppare per la città e prevede all'inizio 8 Raggi Verdi di una lunghezza media tra i 7 e i 12 Km lineari.
Sino ad ora dello sviluppo della città si è occupata, con alterne fortune, l'urbanistica. Nell'ultimo secolo questa tecnica, che rischia sempre di apparire cugina dell'architettura ha tenuto il tema della forma e dell'aspetto della città in un ruolo secondario, privilegiando la funzionalità delle attrezzature e la gestione dei rapporti giuridici tra territorio e intervento pubblico e privato. Oggi, settant'anni di sviluppo urbano improvviso e prepotente hanno generato la banalizzazione generalizzata degli spazi, la perdita di identità delle periferie (che ormai si spingono fino alle soglie dei centri storici), e anche le ultime iniziative, volte al rinnovo di parti obsolete e degradate della città esistente mostrano la incapacità a rimettere mano e soprattutto a dare un senso alla forma urbana.
L’evidente attenzione che esperti e specialisti delle più diverse discipline nonché, in misura crescente, politici ed operatori sociali e culturali riservano da qualche anno al tema del paesaggio, merita un tentativo di spiegazione. Il fatto che questa problematica rifletta preoccupazioni, attese ed esigenze che si riconoscono di comune e generale interesse, il fatto che il paesaggio non è, non può essere considerato un affare privato di singole accademie od elites culturali o categorie professionali. Il fatto cioé che esista una “questione del paesaggio” che interessa la società contemporanea e che investe l’azione politica, con acutezza e complessità non molto diverse da quelle che hanno caratterizzato da trenta o quarant’anni la “questione urbana”.
Identità ed esplorazione nell’attenzione al paesaggio - Lo sguardo terzo per apprezzare il paesaggio - Il paesaggio per riconquistare l’identità - Il senso del paesaggio dell’abitante e del turista - Per chi si progetta il paesaggio? - I connotati del paesaggio come cultura naturale - I connotati del Progetto di paesaggio