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Il paesaggio di Corona verde (4). I criteri di valutazione

Indice

Riconoscibilità

Criteri adottati

Analogamente al criterio lynciano la riconoscibilità è qui classificata come potenzialità,  indipendentemente dall’effettivo riconoscimento da parte della popolazione. Lynch  definisce la riconoscibilità di un ambito di paesaggio percepito in quanto probabilità che esso venga memorizzato, in funzione della presenza di segni utili all’orientamento (un edificio particolare, un luogo nodo di percorsi) o di segni diffusi caratterizzanti l’identità dell’ambito, siano essi ritenuti positivi o negativi.

Si sono presi in esame segni di differente significato per valutarne l’emergenza di fattori  differenziali e la intensità della leggibilità, secondo i seguenti criteri:

Segni della natura

Si è considerata la densità di elementi emergenti alla fruizione della morfologia (fiumi, laghi, versanti, ecc.), e della vegetazione (boschi, siepi e filari, coltivazioni arboree o altre caratterizzanti),

Segni del sistema storico documentario diffuso

Si è considerata la densità di segni dell’insediamento tradizionale (cascine, cappelle e piloni votivi, manufatti relativi a canali, sistemazioni agricole, sedimi stradali e filari).

Elementi storico-culturali emergenti nel paesaggio

Si sono evidenziate situazioni particolarmente emergenti, monumentali e non, (regge, castelli, grandi cascine), per leggibilità degli elementi costitutivi e sistema di relazioni estesi all'intorno, comunque costituenti un punto focale qualificante (viali alberati, parterre, posizione su crinale ecc.).

La segnalazione dell'emergenza non fa riferimento all'effettivo valore storico-culturale delle testimonianze, ma è piuttosto influenzata dall’accessibilità dei luoghi, dalla visibilità e dall'assenza di eventuali fattori deterrenti del contesto.

Classificazione della riconoscibilità:
carente, bassa, media, alta

 

Avvertenze

Come base di riferimento si sono riportati i beni storico-culturali censiti e presenti nelle carte tematiche regionali, che includono architetture, aree archeologiche e tutte le altre categorie di beni storico-culturali e le aree boscate, come risultanti dal sistema informativo regionale.

 

 

Situazione

In generale i fiumi non consentono una leggibilità d'insieme ma solo per tratti, caratterizzando la riconoscibilità di singoli ambiti e penalizzando in molti casi la comprensibilità del sistema delle  acque, non visibile nella sua continuità.

Il Po nel tratto torinese è facilmente accessibile e visibile e soprattutto plasma una fascia  fluviale in cui per morfologia e per vegetazione si distingue facilmente dal resto della pianura e della parte urbana. A monte di Torino è difficile da raggiungere, immerso com’è nella parte meno insediata della campagna, ma è fortemente riconoscibile per la morfologia curvilinea, la ricchezza di vegetazione, gli specchi d’acqua delle cave: un paesaggio unico nella regione anche se di non facile scoperta. A valle di Torino il Po pedecollinare ha forte leggibilità e riconoscibilità e viene percepito spesso come parte integrante del contesto seminaturale  della collina. Dove gli insediamenti ne impediscono la fruizione, rimangono riconoscibili solo alcuni tratti caratterizzati da opere di presa o confluenze.

I fiumi minori si riconoscono non per carattere individuale me per il tipo morfologico della fascia alberata ad andamento curvilineo, la cui continuità  di visibilità è in molti casi ostacolata dall'occlusione di insediamenti produttivi: poco per Orco e Malone e molto di più per la Stura nel tratto torinese e a monte di Venaria.

La Dora è riconoscibile a tratti: in Torino caratterizza ambiti urbani (lungofiume, parchi), ma vi sono anche tratti in cui letteralmente scompare; più a monte è comunque stretta tra insediamenti che ne impediscono la leggibilità; solo in alcune anse strette e incise a ridosso dei centri storici acquista visibilità: a Collegno, Pianezza e Alpignano appare da pochi punti di belvedere o dai ponti; con l’eccezione dell’area a sud di Caselette, verso la valle di Susa le barriere infrastrutturali si fanno parallele, e torna l’effetto di “retro”.

Il Sangone in area urbanizzata scorre invisibile, quasi sempre sul retro di un’area industriale, tranne a Beinasco, in cui gode dell’affaccio da un terrazzo, costituendo un luogo ad alta riconoscibilità.

Il Chisola è il solo corso d’acqua che presenta ancora un aspetto naturaliforme in un costante contesto agricolo che tuttavia non emerge con evidenza dove incrocia strade e centri urbani. Ne consegue una riconoscibilità interessante ma debole.

Altre aree ad alta riconoscibilità sono quelle i cui è leggibile l'effetto di pedemontanità e l'attacco dei versanti collinari; la relativa rarità della situazione geomorfologica è molto accentuata dalla diffusione degli insediamenti nelle prime fasce piane pedemontane e pedecollinari, riducendo in molti casi la riconoscibilità di interi ambiti.

Le emergenze monumentali della Corona di Delizie connotano l’immagine dei "propri" ambiti nell’immediato intorno e, in alcuni casi di particolare localizzazione, costituiscono un riferimento visivo a grande distanza (Rivoli, Moncalieri) o un fattore importante di strutturazione territoriale per il disegno degli assi e dell'assetto territoriale stesso (Stupinigi, Venaria).

Altri complessi di rilievo connotano intorni molto più limitati, avendo perso molte relazioni funzionali o visuali con il contesto (a volte in modo recuperabile) e contribuendo quindi meno di quanto potrebbero alla riconoscibilità di interi ambiti.  Si citano Borgo Cornalese, con un contesto, integro ma poco accessibile (dal lato del Po, mentre il percorso di accesso da Villastellone è tagliato dall’autostrada); il complesso della Mandria di Chivasso, la cui geometria trova ancora coerenza nell’organizzazione del parcellare agricolo, male tagliato da grandi infrastrutture; il Castello Santa Cristina, al centro di due percorsi assiali e perpendicolari, negati dai nuovi tracciati viari, Cascina Ceretto tra Chivasso e San Giorgio.

Spesso ville, cascine e complessi rurali risultano decontestualizzati non dalle infrastrutture ma dalla crescita dell'insediamento, che altera in modo irrimediabile la riconoscibilità degli ambiti ma non impedisce le potenzialità di recupero della leggibilità dei beni (ad es. villa Carpeneto a La Loggia).

Le aree agricole presentano in generale una bassa riconoscibilità, dato il tipo di coltivazioni estensive e prive di connotazioni riconoscibili; sono più facilmente memorizzate le zone caratterizzate da movimenti del terreno, da ricchezza di vegetazione o di acque, o da particolare densità di cascine antiche.

 


Informazioni aggiuntive

  • Periodo: prima del 1975