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La rete ecologica dell’area metropolitana torinese: il ruolo dell’agricoltura nel sistema dei parchi e degli spazi verdi periurbani

Indice

I soggetti gestori e le esperienze presenti nella scena torinese e della cintura: luci ed ombre, dai comuni alle aree protette

 

L’area torinese presenta un elemento di originalità rispetto a diversi contesti metropolitani italiani: la presenza di un consolidato e radicato sistemi di aree protette, gestite dalla Regione Piemonte e dotate di strumenti di piano, di risorse e di personale. E’ perlato da questo dato che è partito il parco fluviale del Po torinese quando nel 1998 ha proposto ed avviato il progetto Corona Verde, divenuto poi strumento finanziario della Regione Piemonte nell’ambito delle misure del DOCUP 2000-2006.

L’insieme delle aree che costituiscono il sistema delle aree protette della Regione Piemonte (Fig. 8 ) sono le seguenti:

- L’Area attrezzata del Molinello di 252 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Sistema delle aree protette della Fascia fluviale del Po Tratto torinese

- L’Area Attrezzata Le Vallere di 130 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Sistema delle aree protette della Fascia fluviale del Po Tratto torinese

- La Riserva naturale del Meisino  e dell’Isolone Bertolla di 245 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Sistema delle aree protette della Fascia fluviale del Po Tratto torinese

- l’Area Attrezzata dell’Arrivore e Colletta di 208 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Sistema delle aree protette della Fascia fluviale del Po Tratto torinese

- la Riserva naturale della confluenza dell’Orco e del Malone di 302 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Sistema delle aree protette della Fascia fluviale del Po Tratto torinese

- la Fascia di salvaguardia del parco del Po torinese comprendente i tratti di confluenza dei Torrenti Sangone e Stura di Lanzo di 9.918  ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Sistema delle aree protette della Fascia fluviale del Po Tratto torinese

- Il Parco naturale della Collina di Superga di 746  ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione della del Parco naturale della Collina torinese

- La Riserva naturale del Bosco del Vaj di 71 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione della del Parco naturale della Collina torinese

- Il Parco naturale di Stupinigi di 1.732  ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Parco naturale di Stupinigi

- Il Parco naturale della Mandria di 6.571 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Parco naturale regionale La Mandria

- L’Area Attrezzata della Collina di Rivoli di 20 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Parco naturale regionale La Mandria

- La zona di salvaguardia della Stura di Lanzo di 698  ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Parco naturale regionale La Mandria

- L’area attrezzata  del Ponte del Diavolo di 31 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Parco naturale regionale La Mandria

- La Riserva naturale integrale del Monte Lera di 49  ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del Parco naturale regionale La Mandria

- La Riserva naturale della Vauda di 2635 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione dei parchi e delle Riserve naturali del Canavese

- Il Parco naturale dei Laghi di Avigliana di 409 ha di estensione
gestita dall’Ente di gestione del parco naturale dei Laghi di Avigliana

per un totale di 24.017 ettari, di 16 aree protette sottoposte a tutela, gestite da 6 enti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 8. Il sistema delle are protette  dell’area  metropolitana torinese.

 

 

 

Questo insieme di aree e di esperienza rappresentano un bacino essenziale, dal quale partire innanzi tutto per una loro qualificazione, a causa di un ruolo non sempre leder nel proporre modelli di buone pratiche proprio nel settore dello sviluppo sostenibile dello spazio rurale.

Grazie a questo tessuto di istituzioni legate ad un approccio ambientale ed anche ai diversi percorsi attivati ad esempio dalla Provincia di Torino con il programma di Agenda XXI, anche diverse amministrazioni locali si sono attivate nel senso di costruire esperienza nel campo dello sviluppo sostenibile. In tale ambito hanno avuto anche un ruolo strategico e di grande stimolo varie iniziative di pianificazione e programmazione concertata e partecipata: i Patti territoriali, i progetti Urban ed i Prusst rappresentano i principali elementi di riferimento in tale senso.

Occorre sottolineare in proposito le seguenti esperienze, Agenda XXI del Comune di Grugliasco e del Comune di Collegno.

I Patti territoriali  oinvolgono il tema metropolitano in particolare per i Patti del Sangone Assot, di Moncalieri, del Po a Settimo, di Collegno e marginalmente di Cirié.

I Prusst con il Master Plan 2010 – Tangenziale Verde. Coordinatori comuni di Settimo torinese e Borgaro e con il Prusst Porta Sud – Coordinatore Comune di Moncalieri.

Lo stesso progetto di Corona Verde ha stimolato l’avvio di una progettualità nel campo, anche se i risultati non paiono essere stati particolari per la loro qualità e capacità di costruire esperienze di punta nel settore della qualificazione ambientale dell’area. I beneficiari dei progetti sono stati diversi comuni e due enti di gestione di aree protette Stupinigi e Parco del Po torinese.

 


Informazioni aggiuntive

  • Riferimenti: Convegno Internazionale. Il sistema rurale. Una sfida per la progettazione tra salvaguardia, sostenibilità e governo delle trasformazioni. Milano 13/14 ottobre 2004
  • Periodo: dal 2001 al 2005
  • Luogo: Piemonte